trama

ATTO PRIMO

 

La rivoluzione francese ha acceso  un focolaio di ribellione sociale a Napoli, dove regna  Maria Carolina d’Austria, divenuta regina di Napoli sposando Ferdinando IV di Borbone.

Gli intellettuali capeggiati da Eleonora Fonseca de Pimentel si riuniscono nel suo salotto per preparare la rivoluzione.

Il banchiere Gerardo Baccher, filo-borbonco, in uno di questi incontri  si innamora perdutamente di un'amica di Eleonora, Luisa Sanfelice.

Gli eventi rivoluzionari precipitano e il giurista Mario Pagano difende disperatamente  tre giovanissimi rei di stato, senza successo.

Mario Pagano ed Eleonora decidono di guidare la rivolta popolare con l'aiuto militare dei francesi, guidati da Championnet.

La regina, sempre più inviperita, assume un piccolo esercito di delatori affidando loro il compito di scovare i rivoluzionari. Si avvale di un consigliere particolarmente fedele, che le indica volta per volta i passi da compiere contro i congiurati: è il cardinale Fabrizio Ruffo.

 

Il cardinale è a conoscenza delle frequenti riunioni sediziose a casa di Eleonora e si insinua nella sua abitazione per trovare un motivo per incriminarla. In cambio della sua benevolenza le chiede di compiacere le sue voglie amorose, Eleonora inviperita lo fa uscire di casa: verrà immediatamente arrestata come rea di stato.

 

E' il principio di un inferno politico e sociale in cui il popolo napoletano, data la sua scarsa alfabetizzazione, non è in grado di comprendere e aderire allo spirito umanitario su cui è fondata la nascente Repubblica e riconoscere nel cambiamento la propria salvezza.

Il popolo non sa da che parte stare, da quella dei giacobini rivoluzionari o da quella dei borboni fedeli al re. In questo dubbio atroce si trova Pulcinella, che è il simbolo e la sintesi del popolo napoletano; in piedi su di un carro, sballottato ora a destra dai borbonici, ora a sinistra dai giaconìbini rivoluzionari . Spaventato a morte dalla situazione infernale si accascia su se stesso e perde conoscenza. 

 

 

ATTO SECONDO

 

Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 1799 Eleonora, con i capelli corti e vestita da uomo, assieme a un gruppo di donne, irrompe nel Castel S.Elmo innalzando l’albero delle libertà.

Con l’approvazione del comandante delle truppe francesi Championnet si proclama la Repubblica Napoletana il 21 gennaio 1799.

I sovrani, scappati a Palermo, preparano una congiura contro i repubblicani: di notte a Napoli saranno contrassegnati con il gesso i portoni delle case dei giacobini, così i lazzari potranno scovarli e trucidarli. Nell'elenco dei portoni c'è quello di casa Sanfelice.

Gerardo prende uno dei fogli di salvacondotto col sigillo reale e si reca di notte da Luisa, travestito da monaco per non essere riconosciuto. Ciò permetterà alla donna di salvarsi, uscendo dalle mura di Napoli con il lasciapassare. Luisa accetta il salvacondotto con grande sorpresa e una profonda ammirazione. Gerardo allora vince la timidezza e le rivela il suo immenso amore. Luisa non prova amore per Gerardo, ma ha grande trasporto per il suo gesto eroico. Gerardo scappa, ma viene riconosciuto dal portiere e denunciato e arrestato dal Governo Repubblicano. Luisa si ritiene responsabile dell’accaduto e della sorte dell'uomo.

Durante un ballo nella corte di Palermo i sovrani, per riconquistare il regno di Napoli, chiedono al cardinale Ruffo di costituire un’ armata sanfedista costituita da briganti e delinquenti pronti a saccheggiare e violentare per soldi e di marciare alla volta della città per liberarla.

Egli accetta ottenendo l’ incarico di Vicario del re e tutti i mezzi necessari per assoldare e armare gli uomini. Dopo una lunga marcia all'insegna della violenza e del saccheggio i sanfedisti di Ruffo entrano a Napoli.

I1 13 giugno 1799 Gerardo viene giustiziato dai rivoluzionari e per ironia della sorte muore nello stesso giorno in cui l’esercito sanfedista del cardinale entra vittorioso a Napoli. La Repubblica Napoletana viene abolita e tutti i giacobini del Governo Repubblicano frettolosamente processati da giudici corrotti.

Tutti i martiri del Governo Repubblicano andranno al patibolo eretto in Piazza Mercato.

 

 

Luisa trascorre le sue ultime ore nel confortatorio del carcere della Vicaria in compagnia della madre Camilla Salinero che, affranta e raggelata dal dolore, vede la giovane figlia pagare una colpa mai commessa.

Il boia e i gendarmi la conducono verso il patibolo, la madre le sta accanto sino alla fine.

Luisa Sanfelice è consapevole di ciò che ha perduto, l'amore dei figli e di Gerardo che ha dato la vita per lei; le rimane la sola speranza che il mondo sappia delle loro gesta.

 

Luisa Sanfelice

1799, la mattanza

dramma lirico in due atti

 

Opera inedita

in due atti

libretto 

Vincenzo De Simone

Riki D'Alessandro

 

musica 

Alessandro D'Alessandro

 

premiére

15 febbraio 2014 Napoli

Basilica di San Giovanni Maggiore

Via Rampe San Giovanni Maggiore,14

(adiac.Via Mezzocannone)   ore 19,00

 

              direttore

        Giuseppe Schirone

 

Luisa Sanfelice

Valentina Pennino (soprano)

 

Gerardo Baccher

Christian Moschettino (tenore)

 

Camilla Salinero     (mezzosoprano)

Beatrice Amato

 

Coro e solisti

Accademia Musicale

"Enrico Caruso"- Napoli

 

voce narrante

Sasà Trapanese

 

piano

Nataliya Apolenskaya

 

Costumi 

Simone Frendo

 

Editing video

Gaetano Siviero

Gennaro Lieto

 

produzione

Accademia Musicale "Enrico Caruso"

"Musica, Teatro e Tradizioni Popolari"

 

Gioacchino Toma - Luisa Sanfelice in carcere

 

Gioacchino Toma - prima stesura di Luisa Sanfelice in carcere ( donna che leggge sdraiata)

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Sceneggiato TV

"Luisa Sanfelice"          (1966- Rai)

Lydia Alfonsi/Giulio Bosetti/Mila Vannucci/Silvano Tranquill/Stefano Satta Flores/Antonio Casagrande

regia di Leonardo Cortese

Napoli  sabato 15 febbraio 2014  premiére "Luisa Sanfelice"

trailer

1° classificato al  premio Concorso internazionale di composizione  "Duc de Richelieu" - Odessa / Ucraina

Il vincitore per il 2014 del premio diamante/brillante-Duc è il musicista e compositore ALESSANDRO D'ALESSANDRO da Napoli (Italia) per la sua opera "Luisa Sanfelice". 

 

 

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